| Riceviamo e pubblichiamo Exposanità Digitale e Nuove Tecnologie a supportodel miglioramento e dell’innovazione in Sanità Bologna, 11-13 maggio 2022 Bologna, 7 maggio 2022 – È cominciato il conto alla rovescia per Exposanità, la mostra internazionale a servizio della sanità e dell’assistenza, in programma dall’11 al 13 maggio 2022 a Bologna. Come sempre, sarà l’occasione per confrontarsi sul futuro, un futuro in cui le nuove tecnologie svolgeranno un ruolo sempre più importante per offrire un servizio efficiente e all’altezza delle nuove sfide. Ecco perché Exposanità ha deciso di dedicare uno dei sette saloni espositivi proprio alla Sanità digitale, un Salone cioè dell’informatica sanitaria e della telemedicina. Lo spazio si propone di offrire a tutti gli attori e responsabili che a vari livelli gestiscono o devono utilizzare l’ICT (Information & Communication Technology), una panoramica delle apparecchiature e tecnologie più innovative a supporto del miglioramento e dell’innovazione in Sanità. Le tecnologie assistive, o “ausili, quali occhiali da vista, carrozzine, comunicatori, protesi, assicurano alle persone con disabilità, anziane e con malattie croniche o rare, l’indipendenza e migliorano la qualità della vita, permettendo loro di partecipare all’istruzione, al lavoro e alle attività sociali. Proprio per questo l’Organizzazione mondiale della Sanità ha promosso un’indagine nei vari Paesi, cominciata nel 2021 e conclusasi da poco, sull’utilizzo delle tecnologie assistive in grado di consentire a tutti la possibilità di una vita piena nonostante le condizioni di maggiore fragilità. Accesso alle Tecnologie Assistive in Italia è l’appuntamento organizzato a Exposanità il 12 maggio dall’Istituto Superiore della Sanità, dedicato a quegli ausili fondamentali per le persone con disabilità, molti anziani e malati cronici. Ad oggi, si stima che più di un miliardo di persone nel mondo abbiano bisogno di almeno una tecnologia assistiva, ma solo il 10% di queste vi ha effettivamente accesso per una serie di motivi: costi elevati di alcune tecnologie, mancanza di informazioni, disponibilità effettiva dei prodotti, insufficiente formazione dei professionisti, scarsità di personale specializzato sugli ausili, politiche inadeguate o finanziamenti insufficienti. Per l’Italia, l’indagine è stata affidata dall’OMS a un consorzio di enti composto dall’Istituto Superiore di Sanità, Fondazione CENSIS, la rete Nazionale dei Centri Ausili GLIC e AIAS Bologna onlus. Nell’indagine sono stati coinvolti più di 10.000 partecipanti e nel complesso, il sistema dei servizi si mostra in grado di far fronte ai bisogni, con poco meno del 7% degli intervistati che dichiara di non avere l’ausilio di cui ha bisogno. I risultati dell’indagine saranno illustrati il 12 maggio a Bologna e, oltre a diffondere le prime analisi disponibili, l’iniziativa sarà l’occasione per porre le basi di un Osservatorio istituzionale sulle tecnologie assistive nel nostro paese. Ma sono numerosi anche i convegni dedicati alla digitalizzazione, a cominciare, l’11 maggio, da Hospital Building Management – HBM: Digitalizzazione, Project-Construction Management, Facility Management, HSE, organizzato da S.I.A.I.S., la Società Italiana dell’Architettura e dell’Ingegneria per la Sanità. L’appuntamento sarà l’occasione per stimolare un confronto su come pensare, progettare, costruire e gestire le strutture sanitarie nel periodo post-COVID19. Sempre l’11 maggio si terrà Nuove tecnologie per la riabilitazione della persona, organizzato da S.I.M.F.E.R., la Società Italiana di Medicina Fisica e Riabilitazione. Dispositivi in grado di restituire il movimento, protesi sempre più simili agli arti naturali, tecniche che permettono di valutare e riabilitare le menomazioni. Sarà l’occasione per presentare tecnologie all’avanguardia nella riabilitazione, sistemi che possono rendere più efficiente il percorso riabilitativo rimanendo sempre vicini alla persona, adottando un approccio personalizzato. Nell’ambito del convegno sarà anche presentato nel dettaglio un caso clinico. Ancora l’11 maggio in programma Sanità digitale: esperienze regionali e prospettive di sviluppo per la gestione della cronicità, organizzato da Exposanità. La digitalizzazione dei servizi sanitari e sociosanitari è tra le voci maggiormente finanziate dal PNRR ed è l’elemento su cui si fonderà la vera evoluzione del SSN. Tanto più in relazione ad un tema complesso ed articolato come quello della gestione dei pazienti cronici, il sostegno delle soluzioni digitali potrebbe risultare fondamentale per una loro migliore organizzazione e una maggiore sostenibilità economica. Il convegno vedrà le maggiori regioni italiane confrontarsi riguardo la digitalizzazione dei servizi sanitari e socio-sanitari dei loro territori. Casi concreti di soluzioni già adottate verranno approfonditi per fornire agli addetti ai lavori esempi pratici. Il 12 maggio protagonista, invece, AISIS, l’Associazione Italiana Sistemi Informativi della Sanità, che dal 2003 vuole dare visibilità a chi si occupa professionalmente di ICT nelle Aziende sanitarie italiane. Il convegno promosso da AISIS, Il Fascicolo Sanitario Elettronico, interoperabilità e scenari futuri, vuole fare il punto su questo strumento nato ormai quasi dieci anni fa, ma le cui potenzialità ancora non sono sfruttate appieno. Sempre il 12 maggio si svolgerà AI, 3D, mHealth nella medicina di oggi: personalizzare, prevenire e condividere per una sanità migliore: esperti del settore provenienti dell’Università degli Studi di Bologna spiegheranno cosa si nasconde dietro questi acronimi e spiegheranno le prospettive future che si aprono con l’utilizzo delle nuove tecnologie. È ormai chiaro infatti, soprattutto dopo l’esperienza della pandemia, che è imprescindibile un cambio di paradigma nei sistemi sanitari, in grado di superare tutti i limiti che la stessa pandemia ha messo in evidenza e consentire di intervenire in fase precoce della malattia, ridurre il numero di giorni di degenza ospedaliera, razionalizzare le decisioni attraverso la consultazione a distanza con gli specialisti, ridurre i costi delle cure. Le nuove tecnologie, l’intelligenza artificiale, la possibilità di utilizzare i big data sono in grado di segnare il superamento di questi limiti. La sanità digitale viene considerata la migliore soluzione possibile per fronteggiare le esigenze dell’assistenza sanitaria in termini di efficienza, di attenzione alla persona e di contenimento della spesa. Il 12 maggio è la volta anche di Empowering Movement: esperienza e tecnologia per una semplificazione delle movimentazioni in area acuta, organizzato da Arjo Italia. Tra la teoria e la pratica, Arjo accompagnerà gli operatori di area acuta a scoprire e riscoprire, con nuova prospettiva, come l’unione fra ausili con tecnologia clinicamente riconosciuta, abbia un duplice impatto sulla prevenzione del rischio infortuni per gli operatori e sul benessere del paziente in ambienti critici. L’intelligenza artificiale al servizio della sanità: la visione di Google Cloud e l’esperienza di Humanitas con GAIA (12 maggio) è promosso da Esosphera per dimostrare come l’intelligenza artificiale possa supportare anche il settore della sanità. La manifattura digitale in chirurgia ortopedica è invece organizzato dal Technology Transfer Office dell’IRCCS Istituto Ortopedico Rizzoli di Bologna (12 maggio). I trattamenti ortopedici standard offrono risultati soddisfacenti soprattutto in quelle tipologie di intervento più comuni e maggiormente eseguite. Nel caso di trattamenti più complessi, dove i più classici dispositivi non rispecchiano precisamente le caratteristiche proprie dell’anatomia, si assiste ad un più elevato tasso di fallimenti. Per far fronte a questi problemi, è necessaria una maggiore personalizzazione dei trattamenti ortopedici, e ciò sembra sempre più praticabile mediante l’utilizzo di nuove tecniche digitalmente assistite, come la stampa 3D e le simulazioni preoperatorie. Attualmente i dati scientifici che confermano l’efficacia di tali trattamenti a lungo termine sono ancora limitati, tuttavia, a livello internazionale, nel campo ortopedico, si sta assistendo ad un aumento dell’applicazione di metodiche orientate alla personalizzazione degli impianti, con sempre più evidente successo clinico. Partendo dalle immagini di risonanza magnetica, o dalle TAC, allo IOR vengono progettate protesi su misura in base alle caratteristiche geometriche e biologiche della persona ed alla tipologia dell’intervento, in un confronto costante con il chirurgo che effettuerà l’operazione. Infine il 13 maggio è la volta di Barriere 2.0 promosso dalla sede di Bologna della UILDM, l’Unione Italiana Lotta alla Distrofia Muscolare. Uildm Bologna dal 1982 è impegnata nel campo della disabilità. Questo convegno affronterà il tema delle barriere e dell’evoluzione dell’approccio ad esse. Oggi la tecnologia permette il loro superamento ma solo in parte e non sempre quelle architettoniche. Bologna, città storica, mal si presta ad azioni risolutive, ma è necessario comunque intervenire. Sarà presentato, inoltre, il progetto Rampe, come esempio di collaborazione tra Comune e Associazioni di categoria, per la progettazione di una città più accessibile. L’ufficio stampa |
Autore: dietanatmi
COSMOFARMA 2022
| Riceviamo e pubblichiamo Se il settore sanitario globale fosse una nazione sarebbe il quinto paese più inquinante della Terra A Exposanità saranno assegnati i “bollini verdi” alle strutture più green 11-13 maggio 2022 Bologna Fiere Bologna, 5 maggio 2022 – Quanto consuma una struttura sanitaria per il riscaldamento e il raffrescamento?Quanto incide sulla gestione dei costi la voce dedicata all’energia? Quali sono le strutture più virtuose in questo senso? E che cosa si può fare per cercare di limitare il consumo della macchina ospedale quando ci si accinge a costruirne o ristrutturarne una? Domande fondamentali visto che secondo l’Health Care Without Harm (HCWH), un network internazionale che comprende centinaia di ospedali, amministratori e professionisti, se il settore sanitario globale fosse una nazione sarebbe il quinto paese più inquinante della Terra (stime pubblicate nel 2019). Ecco perché Exposanità, la mostra internazionale a servizio della sanità e dell’assistenza, in programma dall’11 al 13 maggio 2022 a Bologna, intende aprire una riflessione forte sul tema degli ospedali verdi. Non solo: durante il Salone saranno anche assegnati i “bollini verdi” alle strutture più green. Grazie, infatti, alla collaborazione con SIAIS, Società Italiana per l’Architettura e l’Ingegneria in sanità, sarà costituito un board tecnico che assegnerà alle strutture sanitarie una certificazione attestante l’attenzione al risparmio energetico. Le strutture che si candideranno per ricevere l’attestazione verranno giudicate dal board, che in base ad una griglia di valutazione verificherà quanto queste abbiano tenuto conto dei necessari accorgimenti per ridurre i consumi in fase di progettazione e realizzazione del nuovo edificio o del ristrutturato. I bollini verdi diventeranno così un marchio di qualità che oltre a premiare l’attenzione al risparmio energetico di progettisti e committenti potranno orientare il cittadino in tema di impatto ambientale del mondo sanitario. Exposanità ospiterà i destinatari dei bollini verdi per offrire ai visitatori esempi concretidi strutture di nuova costruzione o che nel corso della ristrutturazione hanno investito fortemente sul risparmio energetico. E non è tutto. Nel giorno di apertura dell’esposizione, l’11 maggio, è previsto anche un convegno, sempre in collaborazione con S.I.A.I.S., dal titolo Efficienza energetica e innovazione per un ospedale sempre più verde. L’appuntamento affronterà il tema delle prestazioni energetiche ed acustiche nella riqualificazione delle strutture ospedaliere e sanitarie, delle fonti energetiche alternative, della impronta ecologica delle attività, e delle possibili innovazioni per l’efficienza energetica. Gli ospedali, del resto, ben si prestano ad interventi orientati all’efficienza energetica, visto che sono in funzione tutto l’anno, quindi gli investimenti sono facilmente ammortizzabili. Inoltre, possono avere fabbisogni di energia elevati e mediamente costanti, perciò sono strutture ottimali per la cogenerazione e la trigenerazione. Senza dimenticare, infine, che hanno elevati consumi e gli sprechi di energia sono rilevanti. In un recente intervento, l’ingegnere Daniela Pedrini, presidente S.I.A.I.S. ha spiegato che anche gli ospedali devono “contribuire attivamente alle sfide globali di questa fase storica”. L’obiettivo di costruire e gestire “ospedali verdi” ha raggiunto “buoni risultati nel settore energia, grazie alle campagne di risparmio ed al consumo razionale dell’energia e all’uso di energia verde, ma è possibile fare di più con un approccio integrato e sistemico”. L’ufficio stampa |
COSMOFARMA 2022
| Riceviamo e pubblichiamo SVILUPPO DELLA PROFESSIONE, ORGANIZZAZIONE DEGLI SPAZI, RAPPORTO COL CLIENTE E GESTIONE DEL LONG COVIDA COSMOFARMA “INCONTRI RIAVVICINATI” ARRIVANO I TALK, MOMENTI DI CONFRONTO TRA FARMACISTI ED ESPERTI DI DIVERSI SETTORIDal 13 al 15 maggio a BolognaFiere Bologna, 5 maggio 2022- Fare tesoro delle esperienze accumulate negli ultimi due anni e del nuovo ruolo che il farmacista ha assunto con l’emergenza sanitaria, e confrontarsi con professionisti di diversi settori per affrontare l’evoluzione della professione, nonché la novità del Long Covid. Sono alcuni dei fini principali dei Talk di Cosmofarma, un nuovo format, espressione del Comitato Tecnico della manifestazione leader del mondo dell’Healthcare, il Beautycare e dei servizi legati al mondo della farmacia, che nell’edizione 2022 propone tre appuntamenti in calendario dal 13 al 15 maggio a BolognaFiere. “Abbiamo ritenuto importante – afferma Francesca Ferilli, direttore generale di Bos Srl – ascoltare i bisogni e i punti di vista dei farmacisti, soprattutto dopo gli ultimi due anni di cambiamento, per essere sempre più efficaci nel fornire risposte concrete agli operatori del settore. Per questo abbiamo creato il format dei Talk di Cosmofarma, in cui i farmacisti sono al centro del dibattito, proponendo le loro differenti esperienze e trovando risposte adeguate ai loro bisogni nei consulenti coinvolti”. Sempre in prima linea durante l’emergenza sanitaria, infatti, i farmacisti italiani si sono messi al servizio del cittadino in modo nuovo, confermando un ruolo che già li poneva in primo piano nell’assistenza al cittadino e, allo stesso tempo, conquistando uno spazio di ulteriore credito nella percezione degli utenti che si sono rivolti alla farmacia non solo per l’acquisto di prodotti, ma per essere informati, rassicurati, consigliati su come affrontare il virus. Nel corso della pandemia, dunque, il farmacista e la farmacia hanno visto il loro ruolo cambiare e trovarsi ancora più al centro nel fornire i servizi, a partire ad esempio dai tamponi e dai vaccini. Tutto ciò ha avuto un forte impatto sull’organizzazione degli spazi all’interno delle farmacie italiane, molto diverse tra loro per dimensioni e per caratteristiche tecniche. Quella percezione degli utenti ora dovrebbe essere conservata e implementata. Da qui l’appuntamento di venerdì 13 maggio (alle 12.30, nello spazio Innovazione, padiglione 26) intitolato “Analizzare, conoscere, riflettere, progettare la nuova farmacia”, un talk che porterà l’attenzione proprio su queste tematiche con l’architetto Monica Semeraro, il CEO e Founder di Neurexplore Giuliano Trenti e la farmacista Silvia Sorace Maresca. Durante l’incontro anche grazie ai risultati di un’indagine comportamentale sulle nuove esigenze del consumatore, verrà proposta una riflessione su come organizzare il layout della farmacia per poter essere efficienti e pronti ai futuri sviluppi della professione. I suggerimenti e gli stimoli della farmacista, dell’architetto e dell’esperto di neuromarketing aiuteranno infatti a trovare insieme le soluzioni più adatte a ridisegnare gli spazi e a disporre al meglio i prodotti. Verrà spiegato come, applicando il neuromarketing, sia possibile prevedere e potenziare le performance in ambito vendita e interazione con il cliente-paziente. “Nuovi equilibri in farmacia, tra sviluppo della professione e sostenibilità economica”, è invece il talk che si svolgerà sabato 14 maggio (alle 16.15 nel Training Hub), e che aprirà in confronto inedito e peculiare, chiamando una farmacia urbana e una rurale e il loro differente vissuto a dialogare con professionisti di ambiti diversi tra loro. Elena Vecchioni (della Farmacia Roma) Presidente Federfarma Verona e Matteo Zerbinato (Farmacia Rossini di Asigliano Veneto) Vice Presidente Ordine dei Farmacisti di Verona e consigliere Fenagifar, colloquieranno con Francesco Manfredi, commercialista nello Studio Guandalini, per affrontare appunto il post emergenza in farmacia dal punto di vista della sostenibilità economica. Mentre con la filosofa del linguaggio Elisabetta Lalumera, ricercatrice del Dipartimento di Scienze per la Qualità della Vita dell’Università degli Studi di Bologna, si metterà al centro la diversa gestione della relazione con un consumatore nuovo, quello appunto del post pandemia. A moderare entrambi gli appuntamenti sarà Roberto Valente, consigliere delegato Bos srl e , profondo conoscitore del mondo della farmacia. Si concentrerà sul tema, attualissimo, del Long Covid il terzo talk di Cosmofarma, al quale parteciperanno il professor Pierluigi Gargiulo, Medico Chirurgo, specialista in Medicina dello Sport ed in Chirurgia Pediatrica che parlerà della sua esperienza, di fronte a quelle dei farmacisti Antonio Pismataro e Federica Bassani. Figure diverse ma contemporaneamente complementari, infatti, medici e farmacisti si trovano davanti a una sindrome che tutt’oggi presenta sintomi che possono essere più o meno gravi e persistenti. Disagi che vanno da una forte astenia a dispnea da sforzo, da problemi cardiologici, gastroenterici, dermatologici, endocrinologici, fino ad arrivare a ripercussioni sul sistema nervoso, la cosiddetta “nebbia mentale”. Durante il talk “Il Long Covid; il ruolo di supporto della Farmacia nell’integrazione”, Gargiulo, Pismataro e Bassani cercheranno di descrivere che impatto ha, anche nei nostri giorni, il Long Covid nella popolazione e sul sistema sanitario e la funzione centrale che il sistema sanitario e le farmacie hanno nella cogestione sia delle terapie farmacologiche che nella prevenzione e nel sostegno a chi soffre per il Long Covid, anche grazie al contributo che possono dare l’alimentazione e l’integrazione. “Il Comitato Tecnico – spiega Silvia Sorace Maresca, Presidente del Comitato Tecnico – è costituito da un gruppo di farmacisti territoriali, che mettono in evidenza i punti caldi che hanno contraddistinto il periodo, imprimendo alla professione un ritmo nuovo. È assolutamente attuale, in questo momento, il non riconoscersi più in spazi e modi fin qui adottati: la pandemia ha sparigliato le carte! Oggi abbiamo bisogno di spazi strutturati diversamente per svolgere i nuovi servizi, abbiamo necessità di esporre referenze che non avevamo mai trattato, dobbiamo saper rispondere a nuove domande da parte dei nostri utenti. Da questo tipo di riflessioni sono nati i talk”. |
Obesità chiama obesità
Uno studio sugli adolescenti
L’obesità è un problema di salute pubblica e l’infanzia/adolescenza è una finestra critica in cui stabilire modelli alimentari sani e modificare i fattori di rischio per il sovrappeso.
Lo studio
Un recente studio condotto in Brasile ha analizzato il comportamento a rischio per la salute da un’indagine nazionale scolastica in 2.703 studenti con sovrappeso o obesità, di età compresa tra 13 e 17 anni.
I ricercatori hanno eseguito un’analisi su consumo di alcol, consumo di tabacco, attività fisica, tempo davanti allo schermo e abitudini alimentari per adolescenti in sovrappeso e hanno identificato quattro distinti modelli di comportamento.
Hanno quindi analizzato l’associazione di questi modelli con la percezione del peso, la soddisfazione corporea e l’intenzione di perdita di peso.
Gli adolescenti che si percepivano come “grassi” o “molto grassi” avevano maggiori probabilità di avere uno stile di vita sedentario e un basso consumo di frutta e verdura.
La soddisfazione corporea era un fattore protettivo contro la sedentarietà.
Gli studenti che hanno segnalato l’intenzione di perdere peso avevano meno probabilità di essere in gruppi di comportamenti ad alto rischio per la salute (basso consumo di frutta e verdura; stile di vita sedentario; consumo di tabacco e alcol).
Significato clinico
L’autopercezione come sovrappeso aveva associazioni dannose, mentre la soddisfazione corporea era un fattore protettivo per uno stile di vita sano.
L’intenzione di perdere peso va conciliata con la complessità del rapporto tra immagine corporea e obesità.
Autori: Samantha S D E Medeiros, Carla C Enes, Luciana B Nucci
Fonte: Behav Med. 2022 Apr 25;1-10. doi: 10.1080/08964289.2022.2057407.
Link della fonte: https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/35465848/
Perdita di peso: ciò che si mangia è più importante di quando si mangia
In un nuovo studio, i ricercatori concludono che ridurre le calorie è più importante che limitare il tempo in cui si mangia quando si tratta di perdere peso.
Notano che le restrizioni di tempo possono portare a mangiare troppo in certi momenti della giornata.
Gli esperti dicono che ci possono essere alcuni benefici nel limitare quando si mangia, ma è più importante concentrarsi su quali alimenti si consumano.
State cercando di perdere peso?
Potresti ottenere risultati migliori riducendo il numero di calorie che consumi piuttosto che limitando quando mangi.
Questo secondo un nuovo studio condotto in Cina e pubblicato sul New England Journal of Medicine.
Nello studio, 139 partecipanti con obesità hanno ricevuto una dieta ipocalorica. Agli uomini è stato detto di consumare tra 1.500 e 1.800 calorie al giorno. Le donne sono state limitate a 1.200-1.500 calorie al giorno.
A metà dei partecipanti allo studio è stato poi detto di impegnarsi in un’alimentazione limitata nel tempo, un tipo di digiuno intermittente definito come mangiare solo tra certe ore. I partecipanti sono stati autorizzati a mangiare la loro quota calorica giornaliera solo tra le 8 del mattino e le 4 del pomeriggio.
Il gruppo che utilizzava solo restrizioni caloriche ha perso una media di 6,5 chili, mentre il gruppo che era anche sotto restrizioni di tempo ha perso una media di 7,5 chili durante il periodo di studio di 12 mesi.
Tuttavia, gli autori dello studio hanno detto che la perdita di peso non era significativamente diversa tra i due gruppi.
In altre parole, l’aggiunta del digiuno intermittente alla strategia di perdita di peso non ha fatto una grande differenza nel risultato.
Concentrarsi su cosa si mangia, non su quando
Gli esperti di nutrizione dicono che non sono convinti che questa ricerca aggiunga molto alla conversazione esistente sui metodi di perdita di peso efficaci.
I risultati dello studio mostrano che il sistema di alimentarsi entro una determinata finestra temporale non era statisticamente significativo per la perdita di peso corporeo così come altri risultati secondari come i cambiamenti nella circonferenza della vita, indice di massa corporea (BMI), grasso corporeo e altri fattori di rischio metabolico, ha detto Lon Ben-Asher, MS, RD, LD/N.
Quindi, secondo i ricercatori, ciò che mangiamo conta molto di più di quando mangiamo.
“Il corpo ha bisogno di raggiungere un bilancio energetico negativo attraverso la riduzione dell’apporto calorico e/o la quantità di energia spesa durante il giorno nelle attività della vita quotidiana e nell’esercizio fisico”, hanno spiegato.
Benefici dell’alimentazione limitata nel tempo
C’è un motivo per cui il consumo limitato nel tempo è diventato una tendenza popolare nelle diete nell’ultimo decennio.
Kristin Kirkpatrick, MS, RDN, una nutrizionista e autrice di “Skinny Liver”, ha detto che la maggior parte dei suoi clienti hanno trovato successo nel mangiare a tempo limitato. Spiega che questo approccio funziona perché abbassa naturalmente le calorie a causa dei vincoli di tempo. I suoi clienti spesso seguono un programma alimentare dalle 10 alle 19.
Oltre alla perdita di peso, però, c’è chi pensa che il digiuno intermittente offra un percorso rapido per migliorare la salute. Ma non tutti sono d’accordo. C’è una mancanza di studi che supportano e dimostrano i benefici per la salute oltre la perdita di peso con un’alimentazione limitata nel tempo nei modelli umani.
“Alcuni studi sugli animali hanno dimostrato un miglioramento del ritmo circadiano contribuendo a migliorare gli effetti metabolici come la modulazione del controllo dello zucchero nel sangue e la gestione dei lipidi”.
Tuttavia, una recensione sullo studio del digiuno nei topi ha sostenuto che i risultati non dovrebbero essere applicati agli esseri umani perché i topi hanno un ritmo circadiano notturno e un metabolismo più elevato.
Quindi, mentre questi studi sugli animali possono essere promettenti nel mostrare l’equilibrio ormonale, il microbioma intestinale migliorato e l’omeostasi complessiva del corpo, sono necessari molti più studi per determinare se può essere dimostrato negli esseri umani.
Come deve essere una sana perdita di peso
Kirkpatrick dice che la migliore dieta è quella su cui qualcuno può rimanere a lungo termine.
Nota che mentre questo studio è stato condotto nel corso di un anno intero, il vero livello di sostenibilità si verifica dopo 2 anni e oltre.
Altri suggeriscono di seguire gli stimoli della fame piuttosto che stabilire un programma alimentare. Concentratevi sulla qualità del cibo che consumate seguendo i vostri segnali di fame e di sazietà, non sul momento della giornata in cui vi è “permesso” di mangiare, hanno detto.
Raccomandano anche di prestare attenzione a qualsiasi modello di alimentazione disordinata che può sorgere se si prova il digiuno intermittente.
“L’alimentazione limitata nel tempo può creare un modello alimentare disordinato per il potenziale di individui che ignorano i loro segnali di fame, semplicemente per il fatto che sono più concentrati su quando possono mangiare rispetto a quello che dovrebbero mangiare”.
“Questo può creare una situazione in cui qualcuno è affamato, il che può portare a scelte alimentari più povere, a un eccesso di cibo e a una sovralimentazione – forse influenzando la capacità dell’individuo di creare un deficit calorico”, hanno spiegato.
Aggiungendo che si dovrebbero anche concentrare gli sforzi sul consumo di più alimenti che creano maggiore sazietà per caloria, come verdure, frutta, cereali integrali, carboidrati non raffinati, fagioli/lenticchie e altri legumi che contengono un alto livello di fibra alimentare e contenuto di acqua.
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