Un comune farmaco per il diabete aiuta rallentare l’invecchiamento degli organi

La metformina, un farmaco tradizionalmente usato per il trattamento del diabete di tipo 2, ha suscitato grande attenzione per i suoi potenziali effetti anti-invecchiamento.

Il suo meccanismo prevede il miglioramento della sensibilità all’insulina, la riduzione dell’infiammazione e la promozione dei processi di riparazione cellulare, tutti fattori importanti nell’invecchiamento.

In questa nuova ricerca, esperti cinesi, insieme a colleghi statunitensi, hanno scoperto che la somministrazione del farmaco per il diabete metformina a scimmie cynomolgus può rallentare l’invecchiamento di più organi, compreso il cervello.

Lo studio è stato condotto da team di diverse istituzioni, tra cui l’Istituto di Zoologia e l’Istituto di Genomica di Pechino, entrambi parte dell’Accademia delle Scienze cinese.

Lo studio, pubblicato su Cell, illustra gli effetti della metformina sull’organismo delle scimmie cynomolgus, durati quasi tre anni e mezzo.

Le scimmie cynomolgus (Macaca fascicularis) sono un modello adatto per gli studi sull’invecchiamento perché, come altri primati non umani, le loro caratteristiche fisiologiche e funzionali assomigliano a quelle degli esseri umani.

La metformina può avere proprietà anti-invecchiamento

Studi che hanno valutato gli effetti della metformina su roditori, mosche e vermi hanno riportato segni di ringiovanimento e studi sull’uomo hanno indicato che la metformina può ritardare l’insorgenza di malattie legate all’età.

In questo nuovo studio, i ricercatori hanno condotto un’indagine di 40 mesi su 36 scimmie per comprendere meglio gli effetti della metformina sull’invecchiamento biologico nei mammiferi.

Il team ha somministrato il farmaco quotidianamente a un gruppo di animali per un periodo di 40 mesi.

Ha raccolto campioni di tessuto da diversi organi, ha condotto immagini cerebrali e ha eseguito test fisici e cognitivi a intervalli durante lo studio per valutare i cambiamenti dell’età biologica a livello cellulare.

Il team di ricerca ha riscontrato un rallentamento dell’invecchiamento biologico in diversi organi, tra cui reni, polmoni e pelle, rispettivamente di 4,9, 5,1 e 2,6 anni.

Il team di ricerca ha inoltre impiegato modelli di apprendimento automatico per creare un quadro multidimensionale per valutare l’invecchiamento nei tessuti e negli organi dei primati, consentendo una valutazione precisa degli effetti anti-invecchiamento sistemici della metformina.

La metformina può avere un impatto significativo sul cervello

In particolare, i ricercatori hanno osservato un impatto significativo sull’invecchiamento cerebrale.

Tutte le scimmie hanno registrato una riduzione del declino legato all’età, e alcune hanno mostrato indicatori di età cerebrale simili a quelli di scimmie più giovani di sei anni.

La metformina ha inoltre preservato la struttura cerebrale e migliorato le funzioni cognitive, probabilmente grazie all’attivazione della Nrf2, una proteina nota per le sue proprietà antiossidative.

Questa scoperta offre una visione scientifica del meccanismo geroprotettivo della metformina e guiderà lo sviluppo di terapie mirate a intervenire sull’invecchiamento.

L’effetto geroprotettivo era particolarmente pronunciato nel lobo frontale del cervello e nel fegato.

Le analisi hanno rivelato che la metformina rallenta in modo significativo l’invecchiamento di alcune cellule neurali e degli epatociti del fegato.

Sono necessari studi clinici sull’uomo per confermare i risultati

È importante notare che i ricercatori hanno riconosciuto i limiti del loro studio, tra cui la focalizzazione su un solo sesso e la mancanza di studi sull’uomo per confermare i risultati e comprendere gli effetti collaterali più ampi.

Ryan Doyle, DDS, dottore in chirurgia odontoiatrica, che non è stato coinvolto in questa ricerca, ha osservato che i risultati secondo cui la metformina “può ridurre l’invecchiamento in più organi, compreso il cervello, sono promettenti e aprono nuove strade per capire come possiamo potenzialmente rallentare il processo di invecchiamento e ridurre il rischio di malattie”.

“Se la metformina può effettivamente rallentare l’invecchiamento e ridurre l’infiammazione, potrebbe aiutare a gestire in modo più efficace le malattie legate all’età”.

– Ryan Doyle, DDS

A livello aneddotico, Doyle ha sottolineato che “i pazienti che assumono metformina spesso riferiscono di avere meno problemi dentali e gengive più sane, il che si allinea con l’idea che la riduzione dell’infiammazione e il rallentamento dell’invecchiamento cellulare possano giovare anche alla salute orale”.

Esiste un potenziale di effetti anti-invecchiamento nell’uomo?

Questa ricerca può essere importante perché il processo di invecchiamento nelle scimmie presenta delle analogie con l’uomo, soprattutto in termini di funzione cellulare e salute metabolica.

Se questi risultati dovessero essere trasferiti all’uomo, la metformina potrebbe ritardare l’insorgenza di malattie legate all’età, migliorare la funzionalità degli organi e aumentare la longevità complessiva.

Tuttavia, sebbene questi primi risultati siano promettenti, sono necessarie ulteriori ricerche per determinare se gli stessi effetti si verificano negli esseri umani.

Gli studi clinici e gli studi a lungo termine saranno essenziali per capire come la metformina influenzi l’invecchiamento umano e se possa essere utilizzata in modo sicuro come trattamento per la longevità.

Thomas Jeneby, MD, chirurgo plastico certificato a San Antonio, Texas, anch’egli non coinvolto in questa ricerca, ha descritto rapporti aneddotici simili, dicendo: “Come chirurgo plastico con quasi due decenni di esperienza, ho osservato che le scelte di vita hanno un impatto significativo sull’invecchiamento e sulla salute generale”.

“La scoperta che la metformina può ridurre l’invecchiamento in più organi, compreso il cervello, suggerisce che i suoi benefici potrebbero andare oltre il controllo della glicemia. Sebbene siano necessari ulteriori studi, l’integrazione della metformina o di farmaci simili con scelte di vita sane potrebbe offrire una nuova strada per promuovere la longevità e ridurre le malattie legate all’età”.