Uno studio collega il digiuno 16:8 a un rischio più elevato di malattie cardiache

Un nuovo studio suggerisce che una forma popolare di digiuno intermittente, la dieta 16:8, potrebbe essere collegata a un rischio maggiore di morte per malattie cardiache. Tuttavia, il disegno dello studio solleva dubbi sulla forza di questa conclusione e sono necessarie ulteriori ricerche per comprendere appieno gli effetti a lungo termine dell’alimentazione a tempo limitato.

Lo studio, presentato all’American Heart Association’s Epidemiology and Prevention Lifestyle and Cardiometabolic Health Scientific Sessions 2024, ha analizzato i dati di oltre 20.000 adulti negli Stati Uniti. I ricercatori hanno scoperto che coloro che consumavano tutte le calorie giornaliere entro una finestra di 8 ore avevano un rischio maggiore del 91% di morire per malattie cardiovascolari rispetto a coloro che mangiavano in un periodo di 12-16 ore.

Sebbene questi risultati siano preoccupanti, è fondamentale considerare i limiti dello studio. Il dottor Cheng-Han Chen, cardiologo interventista non coinvolto nello studio, ha osservato che: “Questi risultati sono in contrasto con molti studi precedenti che hanno rilevato i benefici di un’alimentazione limitata nel tempo per la salute cardiovascolare e metabolica”. Lo studio completo non è ancora stato pubblicato, ma è possibile che vi siano differenze nelle caratteristiche di base dei gruppi di persone che mangiavano in modo limitato nel tempo che potrebbero spiegare questi risultati sorprendenti”.

La ricerca si è basata sulle informazioni dietetiche autodichiarate dai partecipanti, che non sempre riflettono accuratamente i loro modelli alimentari tipici. Inoltre, lo studio non ha tenuto conto di fattori come la qualità dei nutrienti della dieta dei partecipanti o altri fattori dello stile di vita che potrebbero influenzare la salute cardiovascolare.

Precedenti ricerche hanno rilevato potenziali benefici del digiuno intermittente, come il miglioramento della pressione sanguigna, della glicemia e dei livelli di colesterolo. I risultati contrastanti sottolineano la necessità di studi più rigorosi e a lungo termine per comprendere appieno l’effetto del digiuno intermittente sulla salute generale.