L’acido fonico ad alte dosi in gravidanza può influire sui telomeri del nascituro

Un nuovo studio ha osservato un’associazione significativa tra l’assunzione di dosi molto elevate di acido folico (FA) durante la gravidanza e la riduzione della lunghezza dei telomeri nei bambini di quattro anni.

Il rapporto pubblicato da “Nutrients” rileva un’associazione per coloro che assumono ≥5000 g/d di FA durante la gravidanza, e la correlazione è più prevalente quando nascono bambini maschi.

I telomeri, necessari per la divisione cellulare, sono strutture costituite da sequenze di DNA e proteine che si trovano alle estremità dei cromosomi. La lunghezza dei telomeri è stata associata a molti disturbi legati all’età e ai tassi di mortalità a causa del loro ruolo di protezione dalla degradazione del DNA.

I ricercatori spagnoli hanno sottolineato che: “A nostra conoscenza, pochi studi hanno indagato l’associazione tra i FA materni durante la gravidanza e la TL nei bambini. Il presente studio è il primo a identificare un’associazione negativa tra un alto dosaggio di FA e TL nel periodo periconcezionale e durante l’intera gravidanza”.

“Questo studio suggerisce che alti dosaggi di FA nel primo periodo di gravidanza possono essere associati a un TL più corto nei bambini all’età di quattro anni, in particolare tra i maschi”, hanno aggiunto.

Folato e gravidanza

Il folato è un micronutriente essenziale per la dieta, noto per il suo ruolo vitale nella replicazione del DNA durante la sintesi e la divisione cellulare. Storicamente è stato studiato per il suo ruolo nella metilazione del DNA e per la sua capacità di ridurre il rischio di difetti del tubo neurale (NTD) durante la gravidanza.

A seguito di ciò, l’OMS raccomanda l’assunzione di 400 grammi al giorno dal concepimento fino alla 12a settimana di gravidanza per ridurre il rischio di NTD. Pur essendo presente in una vasta gamma di frutta, verdura e noci, è anche spesso fortificato in alimenti e integratori come la sua controparte sintetica di FA a causa della sua notevole stabilità.

Ci sono state preoccupazioni riguardo ai potenziali effetti di alti dosaggi di FA nelle madri, con studi che hanno evidenziato che l’integrazione con ≥1000 g/d può influire negativamente sugli esiti della nascita e sulla cognizione in età avanzata. Ricerche precedenti hanno anche suggerito che alti dosaggi di FA possono influenzare la lunghezza dei telomeri nei bambini.

A causa della mancanza di informazioni sull’effetto di FA durante la gravidanza sulla lunghezza dei telomeri nella prole, i ricercatori hanno cercato di esplorare ulteriormente questa potenziale relazione.

Metodologia

Lo studio ha utilizzato i dati dello studio di coorte INMA, che comprendeva 666 bambini con un’età media di 4,4 anni e donne in gravidanza di quattro regioni della Spagna. Le informazioni sull’assunzione di FA e di varie vitamine e minerali sono state ottenute mediante questionari dietetici somministrati durante tre periodi di gravidanza. La lunghezza dei telomeri dei leucociti è stata ottenuta con tecniche di PCR quantitativa.

I dosaggi medi giornalieri di FA sono stati raggruppati in (i) <400 mg/d, (ii) ≥400 a 999 ug/d, (iii) ≥1000 a 4999 g/d e (iv) ≥5000 ug/d.

Si è notato che durante il primo periodo di gravidanza, i bambini le cui madri avevano un’assunzione più elevata di FA (25000 g/d) mostravano TL significativamente più corti all’età di quattro anni, rispetto ai bambini le cui madri appartenevano al gruppo di riferimento (<400 ug/d).

Questa associazione è continuata dopo l’aggiustamento reciproco del primo e del secondo periodo, mentre tendenze simili sono state osservate per l’intero periodo di gravidanza. Inoltre, l’associazione è risultata più diffusa nei bambini maschi.

Significato

I ricercatori concludono che i risultati suggeriscono che un’elevata assunzione di FA durante la gravidanza può accorciare la lunghezza dei telomeri della prole, un dato particolarmente diffuso nei maschi.

Ipotizzano il potenziale meccanismo d’azione: “L’FA non metabolizzato potrebbe alterare l’equilibrio della metilazione del DNA all’interno dei telomeri, portando a cambiamenti strutturali e alterazioni funzionali in queste regioni genomiche cruciali”.

Il rapporto sollecita ulteriori studi per indagare sul consumo eccessivo di questo micronutriente, compresi altri Paesi per migliorare la validità e l’affidabilità dei risultati.