L’invecchiamento è snervante per il cuore

L’invecchiamento rende il cuore più fragile. Molte parti del nostro corpo si usurano con il tempo, e lo stesso vale per i muscoli cardiaci che pompano il sangue attraverso il sistema circolatorio. Secondo una nuova ricerca, la vecchiaia può anche far sì che il cuore perda letteralmente i suoi nervi.

Gli scienziati sanno da tempo che i vasi sanguigni che riforniscono il cuore si indeboliscono con l’età. Ma non si sapeva se l’invecchiamento influisse anche sul modo in cui questi vasi interagiscono con il sistema nervoso del cuore. In un nuovo studio su Science, i ricercatori dimostrano che i vasi sanguigni invecchiati o “senescenti” rilasciano una proteina chiamata semaforina-3A, che inibisce la crescita delle cellule nervose nel tessuto muscolare cardiaco.

Il rilascio di semaforina-3A è “snervante” per il cuore che invecchia, afferma il primo autore Julian Wagner. Un cuore sano è in grado di controllare autonomamente il proprio ritmo, ma una ridotta densità nervosa lo fa battere in modo irregolare. La mancanza di nervi compromette anche la capacità del cuore di funzionare efficacemente sotto stress, poiché non è più in grado di rispondere altrettanto bene ai segnali del cervello che gli dicono di pompare più velocemente e di fornire più ossigeno.

Questi risultati potrebbero portare allo sviluppo di nuovi trattamenti per i problemi cardiaci legati all’età. I farmaci chiamati senolitici, che hanno come bersaglio le cellule che invecchiano, possono stimolare la crescita dei nervi e permettere al cuore di riprendere il controllo del suo ritmo. Finora questo approccio è stato testato solo sui topi, ma i ricercatori sperano che un giorno possa essere utilizzato per aiutare i cuori umani invecchiati a ritrovare il loro ritmo.