Covid-19 e consumo di alcol: raccomandazioni nell’era Omicron

Gianni TESTINO 1 ✉, Rinaldo PELLICANO 2 †

1 Unità di Dipendenze ed Epatologia/Centro Alcologico Regionale, ASL3 c/o Ospedale Policlinico San Martino, Genova, Italia; 2 Unità di Gastroenterologia, Ospedale Molinette-SGAS, Torino, Italia

Nelle prime fasi della pandemia, sono iniziate le prime segnalazioni sul fatto che il consumo di alcol potrebbe aumentare il rischio di contrarre l’infezione e peggiorare la prognosi della malattia. Questo per due motivi: i fattori comportamentali e socio-economici che caratterizzano una parte di questa popolazione possono essere la causa della diffusione virale e di un’azione negativa diretta o indiretta dell’etanolo sul sistema immunitario. I dati utilizzati per la preparazione di queste raccomandazioni si basano su un’analisi dettagliata della letteratura scientifica pubblicata prima del 31 marzo 2022 (Web of Science, Scopus, Google Scholar). Inoltre, nel processo di sviluppo di questo lavoro, abbiamo consultato le linee guida/position paper della Società Italiana di Alcologia e dell’Organizzazione Mondiale della Sanità. È stato confermato che l’AC è in epoca COVID-19 un comportamento a rischio e che i pazienti affetti da AUD e da disturbo da uso di sostanze (SUD) sono sicuramente più a rischio di contrarre l’infezione e anche di avere un decorso peggiore. Alla luce di quanto detto, si possono formulare alcune raccomandazioni: informare correttamente la popolazione generale che l’AC interagisce negativamente con l’infezione da COVID-19; ridurre il rischio COVID-19 sostenendo abitudini di vita sane (fumo, dieta, esercizio fisico, ecc.) e politiche preferenziali nella popolazione con comorbidità; attuare azioni che riducano il consumo medio di alcol evitando consumi pericolosi/nocivi. Astenersi è meglio; identificare il consumo di alcol attraverso un’anamnesi alcolica più approfondita, utilizzando l’AUDIT; i pazienti con AUD sono pazienti fragili che meritano un percorso vaccinale completo; suggerire un periodo di astensione alcolica di almeno trenta giorni prima della vaccinazione da mantenere per i successivi quindici giorni; promuovere campagne di educazione sanitaria per i giovani al fine di promuovere la cultura della vaccinazione e corretti stili di vita.

Fonte: Minervamedica