Topi e elefanti: collegare l’epigenetica alla durata della vita

Il topo medio vive due anni; l’elefante medio 70 anni. E non sono nemmeno gli estremi per quanto riguarda la durata della vita dei mammiferi. Perché alcuni vivono così a lungo, mentre per altri il tempo si riduce drasticamente? La risposta potrebbe risiedere nei loro geni o, più precisamente, nel modo in cui i loro geni vengono attivati o silenziati, come riportato da Science nel 2021. Ora, nuove mappe dei segni di metilazione – etichette chimiche epigenetiche sul DNA che alterano l’espressione genica – stanno suggerendo le regioni genomiche che possono essere alla base delle differenze nella durata della vita.

Invece di affidarsi ai metodi tradizionali per la mappatura delle metilazioni, i ricercatori che hanno condotto il nuovo studio – pubblicato nell’ultimo numero di Science – hanno utilizzato i microarray, che cercano un sottoinsieme specifico di potenziali metilazioni. Ciò ha permesso loro di esaminare le metilazioni in quasi 350 specie diverse di mammiferi, confrontando ben 70 tessuti diversi per specie. L’analisi di questo consistente insieme di dati ha rivelato aree del genoma probabilmente legate alla durata della vita.

Alex de Mendoza, in una nota correlata, afferma che, sebbene ci sia ancora molto da fare, lo studio apre le porte ad altri ricercatori: “Ora esiste un robusto marcatore ad alto rendimento basato sul DNA per valutare molecolarmente i tratti dei mammiferi”, scrive de Mendoza. “Pertanto, i trattamenti sperimentali volti a modificare l’invecchiamento… possono ora essere testati in specie modello non tradizionali con adattamenti metabolici distinti e l’invecchiamento epigenetico può essere misurato”.