Nel 2018, l’American Gut Project ha raccolto dati microbiomici da oltre 15.000 campioni provenienti da più di 11.000 individui in 45 Paesi. Hanno analizzato i numeri e hanno trovato un chiaro segnale: una dieta varia significa un microbioma intestinale vario.
Il consumo di più di 30 tipi di verdure a settimana ha fatto sì che le persone avessero un microbioma intestinale più diversificato rispetto a coloro che ne mangiavano 10 o meno. Questo è importante perché si ritiene che un microbioma diversificato sia più sano.
Resistenza agli antibiotici: gli amanti delle verdure avevano meno geni di resistenza agli antibiotici nel loro microbioma intestinale. Gli autori hanno ipotizzato che mangiare più piante possa portare a mangiare meno prodotti animali, che sono spesso trattati con antibiotici.
Connessione con la salute mentale: esiste una differenza evidente nel microbioma intestinale di individui affetti da patologie mentali. Per esempio, alcuni tipi specifici di batteri potrebbero essere più comuni nelle persone affette da depressione.
Nota utile: anche le varietà di verdure simili – peperoni rossi, verdi e gialli, per esempio – sono considerate tipi diversi, poiché hanno profili nutrizionali diversi.
Qui lo studio completo.
https://www.sciencedaily.com/releases/2018/05/180515092931.htm