Cuore d’atleta o malattia cardiaca nell’atleta? Valutazione mediante test da sforzo cardiopolmonare
Andrea SEGRETI 1, 2 ✉, Francesco PICARELLI 1, Giuseppe DI GIOIA 1, 2, 3, Federica COLETTI 1, Simone P. CRISPINO 1, Valerio FANALE 1, Chiara FOSSATI 2, Raffaele ANTONELLI INCALZI 4, Fabio PIGOZZI 2, Francesco GRIGIONI 1
1 Unità di Scienze Cardiovascolari, Fondazione Università Campus Bio-Medico, Roma, Italia; 2 Dipartimento di Scienze del Movimento, Umane e della Salute, Università “Foro Italico”, Roma, Italia; 3 Istituto di Medicina dello Sport, Sport e Salute, Comitato Olimpico Nazionale Italiano, Roma, Italia; 4 Unità di Geriatria, Fondazione Università Campus Bio-Medico, Roma, Italia
L’allenamento di routine o vigoroso, in particolare negli atleti agonisti e d’élite che praticano sport dinamici, porta a una costellazione di adattamenti cardiovascolari strutturali e funzionali, che facilitano una maggiore capacità di fornire ossigeno ai muscoli che lavorano durante uno sforzo fisico prolungato. Il test da sforzo cardiopolmonare è il metodo più accurato e oggettivo per valutare le prestazioni negli atleti. Sebbene sia ancora poco utilizzato, fornisce una finestra sulla risposta cardiovascolare unica all’esercizio negli atleti, integrando i parametri ottenuti dal test da sforzo tradizionale con l’analisi respiro per respiro del consumo di ossigeno, della produzione di anidride carbonica, della ventilazione e di altri parametri derivati. Questa rassegna si propone di descrivere le diverse applicazioni del test da sforzo cardiopolmonare negli atleti, con particolare attenzione alla capacità di identificare gli adattamenti cardiovascolari e di differenziare il cuore di un atleta da una cardiomiopatia precoce. In questo contesto, il test da sforzo cardiopolmonare fornisce molte applicazioni che riguardano la fisiologia dell’esercizio negli atleti, consentendo una valutazione precisa dell’efficienza cardiovascolare, dell’entità degli adattamenti, della risposta a un programma di allenamento e identificando le modifiche precoci che potrebbero rivelare una cardiomiopatia precoce. Pertanto, grazie alle sue numerose applicazioni, questo test cardine ci permette di ottenere informazioni essenziali sulla fisiologia dell’atleta e di differenziare la risposta attesa di un atleta allenato dalla cardiomiopatia precoce.
Fonte: Minerva Medica