8 settimane di esercizio fisico migliorano la resistenza all’insulina e favoriscono il dimagrimento

Una nuova ricerca dimostra che 8 settimane di esercizio fisico possono ripristinare una sana attività insulinica nel cervello.

Il ripristino della sensibilità all’insulina è stato collegato anche a un miglioramento del metabolismo, a una riduzione del senso di fame e alla perdita di grasso addominale.

Secondo gli autori dello studio, i risultati potrebbero contribuire a spianare la strada a terapie per il trattamento dell’obesità e del diabete di tipo 2.

L’insulino-resistenza si verifica quando l’organismo non è in grado di rispondere all’insulina, un ormone prodotto dal pancreas.

Invece di convertire lo zucchero in energia, le cellule non reagiscono, portando a un eccesso di zuccheri nel sangue. L’incapacità del cervello di rispondere all’insulina può avere un impatto negativo sul metabolismo e sulle abitudini alimentari.

I ricercatori del DZD, dell’Ospedale Universitario di Tubinga e dell’Helmholtz di Monaco, in Germania, hanno esaminato se l’attività fisica potesse influire positivamente sul modo in cui il cervello e l’organismo rispondono all’insulina.

Lo studio, recentemente pubblicato su JCI Insight, ha rilevato che 8 settimane di esercizio fisico hanno migliorato la sensibilità all’insulina nel cervello degli adulti affetti da obesità.

Il programma di esercizio fisico di 8 settimane ripristina una sana attività insulinica

L’eccesso di grasso addominale (tessuto adiposo viscerale) è uno dei principali fattori di rischio per lo sviluppo dell’insulino-resistenza.

Anche il cervello può diventare resistente all’insulina, soprattutto in coloro che presentano una maggiore quantità di grasso addominale. La sensibilità cerebrale all’insulina è un fattore predittivo del successo di una persona nella perdita di peso.

Per lo studio, i ricercatori hanno osservato 14 donne e 7 uomini di età compresa tra 21 e 59 anni con un indice di massa corporea (BMI) di 27,5-45,5 per un periodo di 8 settimane. Hanno utilizzato una risonanza magnetica per misurare la sensibilità all’insulina nel cervello durante l’allenamento pre e post resistenza.

L’allenamento di 8 settimane comprendeva un allenamento aerobico di 1 ora, 3 volte alla settimana. L’intensità dell’allenamento era basata sulla forma fisica dell’individuo.

Alla fine dello studio, i ricercatori hanno scoperto che il programma di esercizi ha riportato l’attività dell’insulina nella parte del cervello collegata alla fame e alla sazietà allo stesso livello di una persona con un IMC sano.

Inoltre, il miglioramento della sensibilità all’insulina nel cervello ha stimolato il metabolismo, ridotto il senso di fame e ridotto il grasso addominale.

Secondo Kullman, l’allenamento aerobico ha migliorato la sensibilità all’insulina nel cervello, che è stata correlata a un minore senso di fame e a un minore tessuto adiposo viscerale.

Come l’esercizio fisico migliora l’insulino-resistenza

Gli esercizi di resistenza, come quelli eseguiti nello studio, sono efficaci quando si tratta di migliorare la resistenza all’insulina.

L’esercizio fisico, sia aerobico che di resistenza, è stato associato a miglioramenti della sensibilità all’insulina o della capacità delle cellule di assorbire gli zuccheri nel sangue.

Le prove indicano costantemente che 8 settimane di 30 minuti di esercizio aerobico moderato almeno 3 volte alla settimana portano a miglioramenti nella sensibilità all’insulina, e la combinazione di esercizio aerobico e di resistenza può portare a miglioramenti ancora maggiri.

Gli esercizi di resistenza (forza anaerobica) mantengono alta la frequenza cardiaca per periodi prolungati, anche dopo l’allenamento. Gli esercizi di resistenza di solito coinvolgono muscoli come il cuore e quelli della parte inferiore del corpo.

Il muscolo è un tessuto altamente metabolico perché richiede un’elevata energia per recuperare dall’esercizio. Detto questo, non è necessario dedicarsi a esercizi di resistenza intensi per iniziare a vedere dei miglioramenti.

Esercizi con i pesi, il nuoto o la camminata veloce sono sufficienti per attivare i muscoli e aumentare la frequenza cardiaca.

Come la resistenza all’insulina contribuisce all’aumento di peso

L’insulina svolge un ruolo fondamentale nel funzionamento degli organi e dei sistemi corporei.

Quando il cervello e l’organismo non rispondono normalmente all’insulina, questo influisce su tutti gli organi, compresi il cervello, i muscoli, il fegato e il modo in cui immagazziniamo le cellule di grasso.

Quando ciò accade, il pancreas deve produrre più insulina per metabolizzare i carboidrati e trasformare i carboidrati che mangiamo in energia utile. Quando produciamo una quantità elevata di insulina per lunghi periodi di tempo, immagazziniamo meglio il grasso, in particolare quello addominale.

Anche l’appetito è influenzato quando una persona è resistente all’insulina.

L’insulino-resistenza facilita l’accumulo di grasso della pancia e aumenta il desiderio di cibo, il che porta a un circolo vizioso di ulteriore aumento di peso.

Un’altra preoccupazione per la salute legata all’insulino-resistenza è il rischio di sviluppare il diabete di tipo 2.

In eccesso, il tessuto adiposo rilascia citochine pro-infiammatorie e acidi grassi liberi che portano all’insulino-resistenza, a un’alterata gestione del glucosio e al diabete di tipo 2.

Sempre più evidenze supportano un effetto negativo diretto del diabete sulla qualità e sulle prestazioni muscolari, tanto che i soggetti con diabete di tipo 2 hanno un rischio maggiore di disabilità e di limitazioni della mobilità degli arti inferiori.

CONCLUSIONI

Secondo un nuovo studio, un’attività insulinica sana negli adulti sedentari affetti da obesità può essere raggiunta dopo 8 settimane di esercizio fisico.

I risultati mostrano anche un legame tra il ripristino della sensibilità all’insulina e il miglioramento del metabolismo, la diminuzione della fame e la perdita di peso.

I risultati sono incoraggianti e potrebbero indirizzare gli esperti di salute verso terapie efficaci per il trattamento dell’obesità e del diabete di tipo 2.

Nonostante i risultati promettenti, tuttavia, gli autori dello studio hanno sottolineato che sono ancora necessarie ricerche più approfondite.

Se soffrite di obesità e siete interessati ai numerosi benefici dell’esercizio fisico, ricordate che non è mai troppo tardi per iniziare.