Michele MONTORI 1, Francesco MARTINI 1, Federico DE BLASIO 1, Tiziana BUONO 1, Claudia QUATRACCIONI 1, Paola GUARDATI 1, Manuela CALZOLARI 1, Chiara ROSSI 1, Emanuele BENDIA 2, Stefano MENZO 3, Carmine VALENZA 4, Rinaldo PELLICANO 5, Luca MARONI 1, Antonio BENEDETTI 1
1 Clinica di Gastroenterologia, Epatologia ed Endoscopia Digestiva d’Urgenza, Ospedali Riuniti di Ancona, Ancona, Italia; 2 Malattie dell’Apparato Digerente, Endoscopia Digestiva e Malattie Infiammatorie Croniche Intestinali, Ospedali Riuniti di Ancona, Ancona, Italia; 3 Laboratorio di Virologia, Ospedali Riuniti di Ancona, Ancona, Italia; 4 Divisione Nuovi Farmaci e Sviluppo Precoce di Terapie Innovative, Istituto Europeo di Oncologia, IRCCS, Milano, Italia; 5 Unità di Gastroenterologia, Ospedale Molinette-SGAS, Torino, Italia.
BACKGROUND: I pazienti affetti da malattie infiammatorie intestinali (IBD) in terapia biologica ricevono vaccini contro il Coronavirus 2 della sindrome respiratoria acuta grave (SARS-CoV-2). Tuttavia, non è chiaro se la terapia delle IBD possa influenzare la risposta a questo vaccino. In uno studio caso-controllo, abbiamo valutato il profilo anticorpale dopo il vaccino anti-SARS-CoV-2 BNT162b2 in pazienti IBD in terapia biologica.
METODI: Abbiamo analizzato la sieroprevalenza e il titolo anticorpale, dopo 14 settimane dalla prima dose di vaccino BNT162b2, nei pazienti IBD in terapia biologica e negli operatori sanitari (HCW). Nei pazienti affetti da IBD sono stati registrati i dati anamnestici e di malattia.
RISULTATI: in questo studio sono stati arruolati ottantadue soggetti. Tra questi, 40 erano pazienti con IBD in terapia biologica e 42 erano operatori sanitari. Tutti i soggetti hanno sviluppato un titolo di anticorpi IgG anti-Spike superiore al cut-off. I pazienti affetti da IBD in terapia biologica hanno sviluppato un titolo anticorpale inferiore rispetto agli operatori sanitari (P < 0,00001). Non sono state rilevate differenze nei pazienti che hanno ricevuto almeno una dose di vaccino entro un periodo di 7 giorni dall’ultima somministrazione di farmaci biologici, rispetto a tutti gli altri pazienti con IBD. È stata riscontrata una differenza tra i pazienti in terapia immunosoppressiva concomitante e quelli in terapia biologica esclusiva (P = 0,0287). I pazienti con presenza di qualsiasi segno di attività di malattia (clinica, endoscopica o di laboratorio) hanno mostrato un maggiore sviluppo del titolo anticorpale rispetto a quelli in remissione completa di malattia (P = 0,0468).
CONCLUSIONI: I nostri dati indicano che nei pazienti con IBD, il trattamento con terapie biologiche non influisce sulla sieroprevalenza, ma porta a un minore sviluppo del titolo anticorpale dopo il vaccino anti-SARS-CoV-2 BNT162b2.
Fonte: Minerva Medica