Flavio DONI, Paolo AMMADEO, Angelica DONI, Vincenzo VENTURA
Service of Sports Cardiology, Athaena Sports Medicine Center, Bergamo, Italy; Center of Sports Medicine, Asst Papa Giovanni XXIII, Bergamo, Italy; Athaena Sports Medicine Center, Bergamo, Italy
OBIETTIVO: L’obiettivo del lavoro è stato quello di verificare come in una stessa attività sportiva, in questo caso la maratona, sport di resistenza, possa indurre effetti diversi su dimensione e funzione cardiaca e sul quadro aritmico a seconda degli stimoli allenanti messi in atto, superando la classica suddivisione in evoluzione verso un quadro di ipertrofia eccentrica negli sport di resistenza e di ipertrofia concentrica negli sport di potenza.
METODI: Sono stati reclutati 20 maratoneti amatoriali maschi tra i 35 e 59 anni, in assenza di patologie cardiovascolari note. In condizioni basali sono stati rilevati parametri relativi a dimensioni ventricolari sinistre, destre e atriali sinistre; funzione sistolica e funzione diastolica del ventricolo sinistro; parametri elettrocardiografici dinamici. I pazienti sono stati randomizzati in due gruppi sottoposti a stimoli di allenamento diversi: nel gruppo A si è lavorato sul miglioramento della velocità di soglia aerobica e potenza lipidica, nel gruppo B sul miglioramento della velocità di soglia anaerobica e potenza aerobica. Dopo 12 mesi, sono state ripetute le misurazioni.
RISULTATI: Le misure effettuate in condizioni basali nei soggetti dei due gruppi sono risultate tutte statisticamente sovrapponibili. Al termine dei 12 mesi di allenamento si è riscontrato un incremento statisticamente significativo nel gruppo A dei parametri dimensionali intracavitari ventricolari, delle masse ventricolari, delle dimensioni atriali, della funzione sistolica, della funzione diastolica, delle extrasistoli sopraventricolari; nel gruppo B invece ho un incremento significativo degli spessori parietali, delle masse ventricolari, della funzione sistolica, delle extrasistoli ventricolari. Nel gruppo A si è avuto anche un decremento della frequenza cardiaca media.
CONCLUSIONI: Pur rimanendo nell’ambito di un tipico allenamento di endurance, stimoli allenanti di qualità diversa hanno indotto risposte differenti a livello cardiaco. Sono spunti pratici da tenere in considerazione nella costruzione di un programma di allenamento per sport di resistenza in soggetti cardiopatici per la tutela della salute dell’atleta.
Fonte: Minerva Medica