Abstract
Premessa: La depressione è una delle diagnosi più frequentemente mancate negli anziani, con evidenti effetti negativi sulla qualità della vita. Diversi studi hanno dimostrato che gli acidi grassi polinsaturi a catena lunga omega-3 (n-3 PUFA) possono essere utili nella sua gestione. Il nostro obiettivo è stato quello di valutare se un integratore contenente n-3 PUFA migliora i sintomi depressivi nei pazienti anziani depressi e se il pattern di acidi grassi nel sangue è correlato a questi cambiamenti.
Metodi: La gravità dei sintomi depressivi secondo la Geriatric Depression Scale (GDS), la composizione degli acidi grassi nel sangue e i fosfolipidi eritrocitari sono stati analizzati in 46 donne depresse di età compresa tra i 66 e i 95 anni, con diagnosi di depressione secondo il DSMIV, nell’ambito di uno studio randomizzato, in doppio cieco e controllato con placebo. 22 donne depresse sono state incluse nel gruppo di intervento (2,5 g/die di n-3 PUFA per 8 settimane) e 24 nel gruppo placebo. Sono stati misurati anche parametri immunologici (CD2, CD3, CD4, CD8, CD16, CD19 e citochine (IL-5, IL-15).
Risultati: Il punteggio medio GDS e il rapporto AA/EPA, nel sangue intero e nei fosfolipidi della membrana RBC, sono risultati significativamente più bassi dopo 2 mesi di integrazione con n-3 PUFA. È stata inoltre riscontrata una correlazione significativa tra il miglioramento della GDS e del rapporto AA/EPA con alcuni parametri immunologici, come CD2, CD19, CD4, CD16 e il rapporto CD4/CD8. Tuttavia, l’integrazione di omega-3 non ha migliorato significativamente le funzioni immunologiche studiate.
Conclusioni: l’integrazione di n-3 PUFA migliora i sintomi della depressione negli anziani. Lo stato dei PUFA n-3 può essere monitorato attraverso la determinazione del rapporto AA/EPA nel sangue intero.
Nutrition Journal 10 ottobre 2012
Angela Maria Rizzo, Paola Antonia Corsetto, Gigliola Montorfano, Annalisa Opizzi, Milena Faliva, Attilio Giacosa, Giovanni Ricevuti, Claudio Pelucchi, Bruno Berra, Mariangela Rondanelli