I tipici frutti della frutti della stagione invernale, arance in testa, non sono solo degli ottimi antiossidantigrazie alla vitamina C, ma anche un prezioso scudo naturale che previene efficacemente il rischio di ictus soprattutto nelle donne.
E’ quanto emerge da uno studio pubblicato su Stroke – Journal of the American Heart Association, condotto da un team di ricercatori della Norwich Medical School (University of East Anglia), in collaborazione con studiosi della Harvard School of Public Health di Boston e con il ricercatore italiano Logroscino, dell’Universitá di Bari.
L’obiettivo iniziale dello studio é stato quello di verificare i potenziali effetti sulla salute del consumo di flavonoidi, una famiglia di composti fenolici presenti in alimenti e bevande di origine vegetale, quali frutta, verdura, cacao, vino rosso, the. In particolare, lo scopo primario del lavoro è sato quello di identificare le eventuali relazioni tra l’assunzione totale di flavonoidi, o di specifiche classi di flavonoidi, e il rischio di andare incontro ad ictus, sia ischemico che emorragico.
Nel corso di 14 anni, i ricercatori hanno esaminato una popolazione di circa 70.000 donne reclutate all’interno del “Nurses’ Health Study”. Incrociando i dettagli qualitativi e quantitativi sulla dieta seguita da queste donne, compresi quelli relativi al consumo di frutta e verdura, con il livello di flavonoidi all’interno di vari frutti e succhi di frutta, i ricercatori hanno potuto esaminare la relazione fra sei sottoclassi principali di flavonoidi e il rischio di ictus ischemico, emorragico e totale. L’incrocio tra i dati ha mostrato che le donne che consumavano arance e pompelmi vedevano abbassarsi il rischio di ictus del 19%, con i flavonoidi capaci di ridurre l’infiammazione e l’indebolimento delle arterie.
Gli agrumi a contenere le maggiori quantità di questi composti sono soprattutto le arance con circa 80% e i pompelmi con il 14%. Per questo, mentre il consumo complessivo di flavonoidi presenti in tutti i principali cibi della dieta tipica degli Stati Uniti non ha mostrato un gran beneficio nel prevenire l’ictus, il consumo specifico di arance e pompelmi da parte delle pazienti ha mostrato un grande vantaggio per la presenza di “flavononi”; precedenti ricerche avevano suggerito un possibile ruolo di tali composti nella prevenzione dell’aumento di peso e della sindrome metabolica, fattore predisponente del diabete di tipo 2, nonché nella riduzione del rischio di malattie cardiache.
Il consiglio dei ricercatori è quindi quello di preferire la frutta fresca ai succhi di frutta, per evitare gli zuccheri aggiunti. Non bisogna però dimenticare che in certi casi il consumo elevato di agrumi può interferire con alcuni farmaci, potenziando, ad esempio, i calcioantagonisti, le statine o gli anti-staminici, mentre secondo una ricerca belga potrebbe ridurre l’azione di alcuni farmaci antitumorali. Infine, il consumo eccessivo di succo di pompelmo è sconsigliato in gravidanza e allattamento, quando si soffre di ipertensione – in questo caso la precauzione è da allargare anche all’arancia amara – e potrebbe interferire la pillola anticoncezionale.