Italiani bocciati in stile di vita alimentare

E’ stata presentata la Relazione sullo Stato Sanitario del paese dalla quale emerge che gli italiani sono grassi e sedentari e soffrono sempre di più di malattie legate all’alimentazione.  Sono, infatti, oltre il 40% quelli che hanno problemi di peso e quasi il 5% della popolazione è diabetica (circa 3 milioni di persone).

La FeSIN – Federazione delle Società Italiane di Nutrizione ha elaborato nel maggio dello scorso anno un Decalogo per il trattamento dell’obesità, introducendo l’argomento con “Dieta vuol dire: Stile di Vita”.

Il decalogo prevede, tra gli altri punti quello di seguire una dieta varia e equilibrata e svolgere una vita attiva, evitare le diete fai da te o seguire le indicazioni di parenti e amici, ricordarsi che spesso le diete pubblicizzate dai mass-media non hanno base scientifica e soprattutto ricordarsi che alternare restrizioni drastiche a eccessi alimentari può causare un aumento di peso.

Secondo un recente studio condotto da Ipsos nel mese di settembre, le soluzioni più appropriate contro la piaga dell’obesità identificate dagli italiani sono l’educazione alimentare e gli interventi strutturali che favoriscano l’attività fisica nelle città. La quasi totalità degli intervistati, il 97% – concorda sul fatto che, per contrastare efficacemente il problema dell’obesità, bisognerebbe investire sull’educazione alimentare, a cominciare dalle scuole. E secondo il 93% è attraverso interventi strutturali che favoriscano il movimento e l’attività fisica nelle città che si possono concretamente favorire stili di vita salutari e migliorare la salute di giovani e adulti. Tra le iniziative poco apprezzate dai cittadini, si trovano invece le politiche proibizionistiche, che secondo il 78% degli intervistati rischiano di essere controproducenti e fuorvianti, quando si tratta di prevenire e contrastare patologie complesse come l’obesità.

Molte sono le iniziative messe in campo. Per esempio dal 2001 l’Associazione Italiana di Dietetica e Nutrizione Clinica (A.D.I.) organizza una giornata nazionale denominata Obesità Day (www.obesityday.org) con l’intenzione di spostare ed orientare in modo corretto l’attenzione dei mass-media, dell’opinione pubblica e anche di chi opera in sanità, da una visione estetica ad una salutistica. Quest’anno è stato il 10 ottobre a essere protagonista dell’evento che è stato proposto come “Giornata di sensibilizzazione nazionale su sovrappeso e salute – Non divieti, ma scelte consapevoli”.  

la Relazione sullo Stato Sanitario del paese conclude evidenziando uno stile di vita disordinato degli italiani; si è stimato che la prima causa di morte, con il 38,2% di decessi, sono le malattie cardiocircolatorie, seguite dai tumori con il 29,7% di decessi, mentre il fumo uccide dai 70.000 a 83.000 italiani.