Secondo i dati del Ministero della salute, nell’alimentazione degli italiani c’è un apporto eccessivo di sale, un fattore di rischio correlato all’ipertensione arteriosa.
Nel 2003 l’INRAN – Istituto Nazionale per gli Alimenti e la Nutrizione, ha pubblicato 10 linee guida per una corretta alimentazione e tra queste una, la n. 6, è proprio riferita al consumo di sale: “Il sale? Meglio poco”.
Nella nostra alimentazione le fonti di sodio sono molte: ne troviamo negli alimenti allo stato naturale (ad esempio in acqua, frutta, verdura, carne, ecc.), nel sale aggiunto ai piatti cucinati di tutti i giorni, ma anche nei prodotti trasformati (ad esempio pane, prodotti da forno, olive, formaggi, cereali per la colazione o piatti pronti), in cui il sale è molto di più di quello che possiamo immaginare.
In realtà, il sale naturalmente contenuto negli alimenti è già sufficiente per le nostre necessità. Aggiungendo sale a quello che mangiamo, e scegliendo spesso alimenti trasformati ricchi di altro sale, arriviamo ad assumere molto più sodio del necessario. Secondo alcuni studi, anche dieci volte di più!
Se la nostra alimentazione è troppo ricca di sodio, aumenta il rischio di ipertensione arteriosa, ma anche di malattie del cuore, dei vasi sanguigni e dei reni. Soprattutto in alcune persone.
E’ per questo motivo che il Ministero della Salute ha siglato, il 13 dicembre 2012, un protocollo d’intesa con l’AIIPA (Associazione italiana Industrie Prodotti Alimentari) – Settore surgelati, con cui le Aziende si impegnano ad apportare, entro il 2013, in sede di produzione, una riduzione pari ad un minimo del 10%, del contenuto di sale aggiunto nella pasta e nel riso utilizzati come ingredienti nei primi piatti pronti surgelati.
Per il ministro Balduzzi è “un risultato strategico, perché è importante intervenire per modificare le cattive abitudini alimentari individuali, che sappiamo essere influenzate anche dai condizionamenti del mercato e dalle politiche commerciali. Nella prevenzione delle patologie croniche la strategia vincente è quella di facilitare le scelte salutari, e questo intervento si aggiunge agli altri già messi in campo in questi mesi per promuovere una corretta alimentazione, specialmente fra i più giovani”. L’intesa tra Ministero e Aiipa si inserisce nel Programma nazionale di prevenzione “Guadagnare Salute“. Le aziende dovranno collaborare alle attività di verifica e monitoraggio dell’accordo e sostenere iniziative per favorire comportamenti salutari nei consumatori, intervenendo sulla pubblicità e sulla rete di vendita. I risultati saranno poi pubblicati sul sito del Ministero.
Anche se abbiamo sempre mangiato salato, possiamo abituare il nostro palato alla riduzione del sale, sia a tavola sia in cucina, specialmente se lo facciamo gradualmente. Per rendere i cibi saporiti possiamo utilizzare di più le spezie, le erbe aromatiche, l’aceto e il succo di limone, limitando invece l’uso di dadi da brodo, la salsa di soia e di altro tipo, prodotti molto ricchi di sale.