Gli alimenti funzionali sono entrati nelle nostre abitudini alimentari, ma cosa sono?
Si tratta di alimenti con specifiche caratteristiche che contengono ingredienti in grado di provvedere ad un beneficio salutare nel consumatore grazie ai principi in essi contenuti. Esempi di cibi funzionali sono quelli contenenti acidi grassi omega-3, preparati addizionati di steroli vegetali per favorire l’abbassamento dei valori del colesterolo nel sangue, i prodotti lattiero-caseari arricchiti in batteri probiotici.
Per essere considerato “funzionale” un alimento deve rispondere a precise caratteristiche. E soprattutto deve dimostrare di avere effetti positivi su una o più funzioni specifiche dell’organismo, che vadano oltre gli effetti nutrizionali normali, in modo tale che sia rilevante per il miglioramento dello stato di salute e di benessere e/o per la riduzione del rischio di malattia. Esempi di alimenti funzionali sono i cibi che contengono determinati minerali, vitamine, acidi grassi o fibre alimentari e quelli addizionati con sostanze biologicamente attive, come i principi attivi di origine vegetale o altri antiossidanti.
Negli ultimi tempi si presta poi particolare attenzione ai probiotici e ai prebiotici. I probiotici sono colture batteriche vive benefiche, risultato di fermentazione o aggiunte ai cibi per migliorare l’equilibrio microbico intestinale e quindi gli effetti della flora batterica sul benessere dell’organismo. Per prebiotici, invece, si intendono componenti come l’inulina che non viene digerita ma svolge un effetto benefico stimolando la crescita di batteri nel colon. Altrettanto diffusi, per favorire l’abbassamento del colesterolo nel sangue, sono particolari grassi come i fitosteroli e gli stanoli che in pratica catturano il colesterolo presente nell’intestino, favorendone l’eliminazione.
Dietro ad ogni alimento funzionale ci sono anni di ricerche, necessarie anche per consentire un adeguato supporto scientifico ai claim salutistici, ovvero alle informazioni sugli effetti dell’assunzione dell’alimento. Messaggi riguardanti una correlazione tra uno specifico alimento ed un miglioramento del benessere della persona o un effetto a carico di un fattore di rischio di una particolare patologia erano finora proibiti dalla legislazione UE, ma sono ammessi solo se mostrano di possedere una base scientificamente validata, riconosciuta ed autorizzata a livello europeo. La dimostrazione scientifica delle proprietà salutistiche degli alimenti rappresenta quindi un elemento chiave nel percorso di ottenimento delle autorizzazioni.
Fonte: Istituto Danone